01.03.2021     Commenti disabilitati su Lusso alla lettera
 

Lusso alla lettera

È associato al lusso e alle grandi feste, ma il calligrafo José María Passalacqua (Buenos…


José María Passalacqua. /Jimena Díaz ocón

È associato al lusso e alle grandi feste, ma il calligrafo José María Passalacqua (Buenos Aires, 1971) si considera un artigiano, “come quella vecchietta che ricamava per Chanel nella sua casetta in campagna”. Proprio la casa francese è tra i suoi clienti. Presta la sua scrittura a quasi tutte le marche di lusso che toccano la Spagna, alle grandi imprese statali e private, agli aristocratici e alle grandi fortune. “Metà del mio lavoro non posso parlarne per via del mio contratto e della mia discrezione”, dice Passalacqua, un tipo solitario e un po’ timido che vive circondato da centinaia di inchiostri e diogene di carte.

Suo nonno e suo padre erano ingegneri professionisti e calligrafi dilettanti. La tecnica perfetta del primo e la forte personalità del secondo hanno lasciato in lui, che non ha mai avuto bisogno di usare i quaderni di Rubio, un’impronta da cui non voleva fuggire. Dopo anni di lavoro come grafico a Buenos Aires, è arrivato a Madrid nel 2000 sull’impulso di un’infatuazione fallita. Dopo aver flirtato con l’euforia del corporate design delle ‘dotcom’, è tornato alla sua essenza: la scrittura a mano, con la quale stava guadagnando clienti in modo esponenziale.

“Quando si lavora a mano, niente esce allo stesso modo. È questo che cercano da me, un’imperfezione perfetta. Che si tratti di penna e inchiostro, pennarello, pennello, bastoni e scope, c’è qualcuno dietro, batte”. Come calligrafo di protocollo si sente a suo agio con “tecniche a penna fine, con tratti ondulati e modulati, scrittura metodica e stabile, con esplosioni di gesti o, al contrario, scritture molto regolate, quasi architettoniche, dove la composizione gioca il ruolo principale”.

Le commissioni che riceve cercano la personalizzazione e la singolarità. Tra questi, spiccano gli inviti per sfilate di moda o eventi speciali nel settore del lusso. “Anche lì trovo il mio volo, anche se sono dieci o diecimila unità e mi spezza la schiena, tratto ogni pezzo come se fosse unico. Questo è il mio valore”. Chanel, Giorgio Armani, Loewe, Chaumet o Hermès sono solo alcune delle aziende che si affidano al suo buon lavoro.

Ma questo argentino è molto più di una bella lettera. Nell’ultimo decennio tutto si è trasformato con le reti sociali. “Noi calligrafi avevamo un volto e il nostro lavoro è diventato massicciamente noto”. Cose che c’erano sempre state, come il lettering, sono diventate di moda, e con il “fai da te” la professione si è democratizzata come hanno fatto tutte le discipline artistiche. “Nel mio caso, ‘l’automa’ è diventato un personaggio romantico che vive in quella contraddizione tra l’amanuense e la vita digitale. Il mio stile di lavoro è cambiato e il calligrafo di protocollo è stato integrato con il designer e l’artista. Ora potevo lavorare per chi voleva la perfezione e per chi voleva l’espressione”.

Una trasformazione di cui hanno saputo approfittare da riviste prestigiose come ‘Vogue’ o ‘AD’ a marche come Massimo Dutti, con cui ha fatto un’interessante capsule collection che portava il suo nome e ha avuto una grande accoglienza.


Victor
L'autore: Victor

Ciao, mi chiamo Victor. Sono giornalista da circa 8 anni. Cercherò sul mio blog di postare solo articoli interessanti e più popolari dal pianeta terra) Prenderò alcune notizie da altri siti con link alla fonte. Se non volete che l'articolo sia sul sito - scrivetemi.

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